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domenica 9 dicembre 2007

Giovedì 13 dicembre - Premio Ilaria Alpi

Gara de Nord copii pe strada
un film di Antonio Martino


Dopo la caduta del regime di Ceusescu molti bambini ospiti di orfanotrofi o appartenenti a famiglie disastrate arrivano dalle zone piu povere della Romania e si riversano nelle strade di Bucarest, in particolare alla stazione nord, cercando di sopravvivere a stento chiedendo l'elemosina, prosituendosi e vivendo nei canali sotteranei dei tubi dell'acqua calda che attraversano la città.
Cosa è cambiato per questi bambini dopo 16 anni dalla caduta del regime di Ceusescu?


Dichiarazioni del regista

Dopo una lunga serie di violenti fatti cronaca perpetrate nel 2005 in Italia da parte di giovanissimi rumeni, decisi di andare in Romania per capire meglio ed analizzare le vere condizioni di una società che a stento cerca di riprendersi dopo gli orrori post Ceusescu.
Mi sono chiesto spesso cosa spingesse questi giovani ragazzi rumeni ad essere cosi violenti e spietati, quale fosse il loro background e come avessero passato la loro infanzia, e andando in Romania ho avuto qualche piccola risposta.
Traendo spunto dal libro di Massimigliano Frassi “I bambini delle fogne di Bucarest”, scritto qualche anno dopo la caduta del regime di Ceusescu, che parla della tragica condizione in cui spesso si sono trovati i bambini in Romania negli ultimi anni, e traendo spunto anche dall’esperienza del clown francese Miloud con i bambini che vivevano nei lunghi canali della capitale rumena, decisi nel 2005 di realizzare un video per capire se esistono ancora bambini di strada in a Bucarest ed eventualmente quali fossero le loro condizioni.


Essendo un regista indipendente e non avendo molti soldi da investire nel progetto, ho contattato alcune persone rumene via internet chiedendo loro una mano per realizzare il video, non essendo riuscito a trovare in Italia una sola associazione umanitaria o un solo ente pubblico disposto ad aiutarmi o che fosse interessato al mio progetto. Alla fine sono riuscito a contattare Emanuela Duriga, una giovane psicologa di Bucarest che è stata disposta a farmi da guida e ad offrirmi la sua professionalità di psicologa.
Ho realizzato questo video solo con l’apporto di una telecamera palmare, senza un microfonista, un direttore della fotografia o una segretaria di edizione, dovendomi occupare contemporaneamente di quasi tutti gli aspetti tecnici che riguardavano la realizzazione del documentario.
Inoltre, a causa di una legge che il governo rumeno definisce anti-pedofilia, che vieta di filmare o fotografare bambini minorenni (ma alla fine impedisce solamente ai giornalisti di indagare sulle reali condizioni di questi bambini), ho dovuto filmare spesso con la telecamera nascosta o quasi, rischiando più volte di essere arrestato dai poliziotti (che alla fine mi rilasciavano sempre dopo aver dato loro delle piccole mancette).
Penso però che grazie a questa impossibilità ad operare in modo professionale, grazie anche alle moderne telecamere digitali, sono riuscito ad avvicinarmi moltissimo alla vera realtà di questi bambini che vivono nei canali della città di inverno e per strada d’estate, vittime della pedofilia di strada(perpetrata spesso da turisti stranieri), della droga, e di abusi da parte di genitori alcolizzati, all’autolesionismo. Spesso le televisioni italiane riportano crudelmente notizie di reati perpetrati da giovani rumeni in Italia, ma quasi mai parlano della condizione sociale, culturale nelle quali questi ragazzi sono cresciuti prima di venire in Italia a fare i criminali.

Premi.
• Premio Visioni Doc, Visioni Italiane filmfestival, Bologna 2006
• Premio Iceberg sezione video, concorso Iceberg indetto dal Comune di Bologna, bologna 2006/2007
• Premio Shortvillage, Corto Imola Filmfestival, Imola 2006


Democracy Rocks
di Leonardo Ferri

Diciannove giorni nell'aprile del 2006 hanno cambiato il Nepal restituendolo alla democrazia. Girato fra il settembre del 2005 e il febbraio del 2007, Democracy Rocks racconta la rivoluzione che ha cambiato il volto del paese himalayano attraverso la voce dei suoi protagonisti.

Leonardo Ferri
Giornalista freelance, Ferri studia fotografia e cinema a Firenze e Torino. Nel 2004 inizia la produzione di video documentari con particolare attenzione al fenomeno della transizione e dei conflitti, girando in Sudafrica, Romania, Nepal e India.

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